Anche i socials muoiono

Anche i socials muoiono

Ebbene sì anche i socials muoiono. È con grande tristezza e rammarico che ho recentemente appreso della morte del fashion social Polyvore. Dal 5 aprile scorso tutte le fashion addicted che come me hanno digitato l’indirizzo www.polyvore.com, invece dei propri sets e moodboards, si sono trovate davanti questa schermata.

 

Io per prima mi sono stropicciata gli occhi più di una volta pensando ad un malware o simili diavolerie da hacker. E invece la piattaforma è stata venduta.

Giovedì, la società ha annunciato di essere stata acquisita dalla piattaforma globale di moda SSENSE, scrivendo: “Riteniamo che SSENSE sia la comunità giusta per i membri Polyvore e siamo ispirati dal loro impegno nell’offrire un mix dei brands più ambiti del mondo.”

Fondata nel 2003, la SSENSE di Montreal vende prodotti da una vasta gamma di designer (dal lusso allo streetwear) e produce contenuti editoriali originali di alta qualità. Ma secondo voi SSENSE accoglierà la comunità di Polyvore (che è apparentemente conosciuta come “polyfam”) in modo attivo sul proprio sito, o la utilizzerà piuttosto come un ricco database su cui riversare le proprie promozioni?

Durante i suoi 11 anni di attività, Polyvore è stata una ineguagliabile piattaforma di social shopping, con milioni di utenti che partecipavano alla creazione e condivisione di moodboards virtuali e collage digitali dei loro prodotti di moda e design preferiti, presi dagli e-commerce  di tutto il web.

Ecco cosa scrivevamo noi solo due anni fa:

Polyvore: il social della moda

 

Con la chiusura immediata del sito web e dell’app, gli utenti avranno tempo fino al 10 maggio per richiedere il download delle loro creazioni e avranno tempo fino al 15 maggio per recuperare i contenuti scaricati.

I commenti infuriati della famiglia Polyvore che inondano Instagram e Facebook in questi giorni, dimostrano che questo è stato un social davvero speciale, che ha creato uno spazio virtuale affiatato tenuto insieme dalla passione per per la moda, il design, la bellezza. La società ha chiuso con un ultimo post di addio sul blog, esprimendo gratitudine per i suoi fedeli utenti: “Vogliamo ringraziare la nostra comunità globale…grazie per essere così appassionati, di aver condiviso la vostra  creatività esprimendo il vostro stile “.

“Grazie un paio di ciufole” soprattutto da parte delle aziende che hanno investito in questo social per promuovere i propri prodotti, con gruppi, discussioni, concorsi. Anche noi abbiamo utilizzato Polyvore per alcuni clienti, linkando immagini e prodotti dai lori siti web per promuoverli attraverso la community.

E adesso rimaniamo con un pugno di mosche in mano e un po’ di pensieri in testa: i socials non sono delle grandi famiglie, ma torte succulente fatte di numeri che fanno gola a molti. Le carte in tavola possono cambiare da un momento all’altro e le aziende che investono possono trovarsi loro malgrado obbligate a giocare con regole del tutto diverse da quelle che avevano sottoscritto.

Il nostro consiglio: usare i socials solo come mezzo per condividere i contenuti originali che devono popolare in primis il sito web aziendale, l’unica risorsa di cui siamo proprietari…

Investire sui socials è sicuramente una scelta vincente, ci permette di selezionare il target di riferimento e di studiare promozioni ad hoc pensate per stimolare la sua l’attenzione, ma non bisogna mai dimenticare che sui socials un messaggio pubblicitario ha solo pochi secondi per fare breccia nel lettore e bisogna giocarsela bene perché non vada sprecato. L’obiettivo è sempre quello di fargli compiere un ulteriore passo verso di noi.

La strategia giusta è produrre dei contenuti originali e interessanti per il proprio sito web e usare i socials per condividerli: l’obiettivo non sono le visualizzazioni e i likes ma portare i lettori sul proprio sito web e fargli compiere un’azione che può essere un’iscrizione alla newsletter, l’attivazione di una promo, l’approfondimento di un contenuto interessante, tutti passi che portano ad una fidelizzazione, volti ad instaurare un rapporto meno effimero e più duraturo.

Quindi dubitate fortemente di chi vi dice che oggi il sito web non serve più a niente, e che ormai la comunicazione vive solo sui socials … l’esempio di Polyvore è indicativo:  “morto un social se ne fa un altro”.

 
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