Ne avrete sicuramente sentito parlare e vi sarete chiesti che cosa sono…ebbene sì, le fantomatiche pagine di atterraggio, non hanno a che vedere con le missioni spaziali, ma sono la meta  di qualsiasi attività di web marketing.
In pratica sono le pagine web che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato un link o una pubblicità e sono strutturate per trasformare gli utenti in clienti.
I contenuti sono volutamente un’estensione del link o della pubblicità che le precedono e sono ottimizzate per rispondere a specifiche parole chiave, ed essere quindi facilmente rintracciabili sui motori di ricerca.

L’utilizzo più comune è nell’ambito di programmi di promozione come AdWords di Google o in campagne pay per click, in modo che il loro contenuto sia il più possibile simile a quanto cercato sul motore di ricerca.
Parola d’ordine attrarre il lettore con una promessa e soddisfarlo con un contenuto che la soddisfa, può essere un’informazione di suo interesse oppure la possibilità di conquistarsi uno sconto o un omaggio, l’importante è offrire qualcosa di interessante, su cui non si può fare a meno di cliccare.
In questo senso esistono due tipi di landing page:
Landing Page di consultazione (Reference): è una pagina di carattere informativo che viene consultata proprio perché ha contenuti di qualità.
Landing Page transazionale (Transactional): spinge il lettore a compiere un’azione, come, ad esempio, il click su un’email, la compilazione di un modulo di richiesta, il click su un link. L’obiettivo è esplicito: catturare il lettore con una promessa, per acquisire i suoi dati, nel modo più dettagliato possibile e trasformarlo da anonimo like a utente profilato.
Ingredienti per una landing ad alto indice di efficienza
Compatibilità più estesa possibile della landing page su tutte le piattaforme, per risoluzione utilizzata, per peso in Kb, per tecnologie scelte (no Java e Flash please);
Presenza di una richiesta di azione molto evidente e univoca (una sola azione, nessun link esterno nella pagina);
Presenza di offerte speciali e testi attraenti.
E dopo?
Per valutare i risultati è necessario quantificare il “tasso di conversione” (Conversion rate, “CR”) generato dalla pagina. Ovvero quanti click ci sono stati? Quanti utenti hanno compiuto l’azione richiesta? Quanti hanno abbandonato a metà percorso?
Tutte domandi utili per compiere un’analisi approfondita del risultato raggiunto andando ogni volta a correggere il tiro e avvicinarsi sempre di più al proprio target.
Cosa aspettate? È il momento creare un atterraggio morbido anche per il vostro pubblico…