Ci vuole un deus ex machina

Ci vuole un deus ex machina

Do not walk  fast/non camminare veloce

Proud attitude/atteggiamento fiero
Walk strong, head up/ cammina deciso, testa alta
Be elegant / sii elegante

Le ultime raccomandazioni prima di varcare il confine tra backend e front row, prima di lasciare il caos organizzato del dietro le quinte e buttarsi nell’ordine ovattato della passerella. Sembra uno scherzo, invece in quei pochi passi condotti con sguardo fiero e testa alta, si concentrano non solo un paio d’ore frenetiche di preparativi, ma sei mesi di ricerca, idee, creazione.

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Vivere il dietro le quinte te di una sfilata è già un’emozione in crescendo, ma se si pensa a tutte le persone che lavorano per rendere perfetti quei quindici minuti di show…35 modelli, altrettante vestiariste, una ventina tra parrucchieri e truccatori, sarte, tecnici luci e audio, registi, security, catering….tutti concentrati in meno di 50 metri quadri, con una schiera di fotografi come noi pronti ad immortalare ogni attimo e a consumare quel poco ossigeno che rimane in tutto questo ansimare indaffarato.
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In questo marasma compulsivo c’è solo una persona che si muove con la disinvoltura di un acrobata sul trapezio: stilista, direttore creativo, chiamatelo come volete, di sicuro l’unico ad avere chiara la visione di questo fantastico puzzle, e sapete perché? Perché è lui che l’ha creato, un tassello dopo l’altro, e la sfilata è il momento in cui ogni pezzo finisce al suo posto a ricomporre il quadro finale. E non è tutto. Non si tratta solo di una sfilata o di una collezione, ma dell’immagine di un brand. Il direttore creativo sa che niente può essere lasciato al caso e che tutto deve contribuire a confermare e rafforzare la brand identity.
Quindi se fino ad oggi avete pensato allo stilista come ad un simpatico signore che disegna figurine colorate su un blocco, usate la gomma e cancellate questa immagine…e preparatevi ad un manager che si nutre di visioni, ma che produce qualcosa di chiaro, definito e concreto, il valore del brand che rappresenta.
È il deus ex machina che definisce la strategia del brand perché ne conosce l’anima ed è capace di comunicarla.
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Un sincero grazie a Filippo Scuffi, direttore creativo di Daks London, che ci ha invitati a condividere la magica emozione della presentazione della collezione primavera estate 2017.
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Non pensate che il direttore creativo sia esclusivo appannaggio delle grandi societa, anzi, è una figura professionale strategica in qualsiasi tipo di azienda, di qualsiasi settore. È un ruolo che in passato ha sempre svolto l’agenzia pubblicitaria, a cui ogni cliente conferiva il compito di tenere sempre ben salda la rotta del suo brand, un ruolo molto importante soprattutto adesso, che si rischia in ogni momento di annegare tra i flutti di mille strategie diverse. E voi? Avete già scelto il vostro timoniere?
 
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