Dimmi che font usi…

Dimmi che font usi…

…e ti dirò chi sei…ne è passata d’acqua sotto i ponti dai caratteri mobili di Gutemberg, oggi tutti, ma proprio tutti abbiamo sottomano una tastiera o una pseudo tale dove scrivere, ma non tutti abbiamo idea di che cosa siano i fonts. Eppure questi strumenti espressivi sono alla portata di tutti, non solo degli addetti ai lavori, ormai a molti capita di dover produrre elaborati grafici più o meno complessi, una lettera, un curriculum, o magari anche un volantino.

Per chiarirvi le idee il tipo di carattere o font è un insieme di caratteri tipografici caratterizzati e accomunati da un certo stile grafico, il termine inglese font proviene dal francese medioevale fonte, ovvero «(qualcosa che è stato) fuso» (dal latino fundere), con riferimento ai caratteri mobili prodotti per la stampa tipografica, ottenuti versando il metallo fuso nella forma contenente la matrice del singolo carattere. E riecco apparire il caro vecchio Gutemberg…non ne possiamo proprio fare a meno di tirarlo in ballo, parlando di fonts.

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E siccome nutriamo un profondo rispetto per il personaggio che ha rivoluzionato la stampa e ci ha permesso di evolverci verso una sempre maggiore alfabetizzazione, proviamo ad utilizzare i font con cognizione di causa e un po’ di senso estetico, cercando di tener conto di qualche regola basilare.

Regola n.1: less is more
Nessuno vi darà un premio in base alla quantità di font che userete nel vostro elaborato, vale piuttosto la regola “less is more”, ovvero pochi ma buoni, quindi non fatevi prendere la mano, ed evitate di utilizzare tutta la libreria che avete a disposizione, quando non si è esperti la scelta migliore è optare per un solo carattere, utilizzandolo nelle diverse versioni in grassetto o corsivo per i titoli e le eventuali note.

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Regola n.2: scegliete uno stile
La forma deve rispecchiare il contenuto, ovvero è opportuno scegliere un font esteticamente adatto a quello che si vuole esprimere. Un font tutto volute poco si adatta al curriculum di un ingegnere, ma magari è perfetto per l’invito ad un matrimonio.

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Regola n.3: non vergognatevi di copiare
Non siamo a scuola, copiare è lecito, anzi preferibile, prima di improvvisarsi artisti quando non si possiedono le competenze. Quindi copiate a piene mani o utilizzate modelli già pronti, se ne trovano molti anche per app di impaginazione molto semplici e intuitive come Pages di Apple

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Regola n.4: documentatevi
Se l’argomento vi appassiona e volete saperne di più, fatevi due risate curiosando tra le manie degli esperti e leggetevi questo articolo

I 7 fonts preferiti dai designers.

Dopo averlo letto capirete come mai dovete dimenticarvi dell’esistenza di Comic Sans MS, il font più usato per non dire abusato, in tutti gli elaborati amatoriali da metà anni Novanta ad oggi.

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L’autore dell’articolo consiglia anche un libro “Sei proprio il mio typo” di Simon Garfield, che tratta l’argomento dei migliori font o di quelli più famosi attraverso il racconto della loro storia…credo che lo leggeremo anche noi, perché il bello del nostro lavoro è che non si smette mai di imparare!

 
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