GDPR: piccole imprese alla riscossa

GDPR: piccole imprese alla riscossa

Prima l’ansia, adesso l’invasione delle email. Insomma, altro che General Data Protection Regulation, dopo la fatidica scadenza del 25 maggio la privacy sembra sia andata proprio a farsi benedire.

Tutti a chiedere il permesso di poterci ancora sfracassare i cosiddetti, e a questa richiesta la tentazione è quella di fare una bella tabula rasa globale.

Certe e-mail poi sembrano lettere inviate da un ex decisamente appiccicoso. “Non vogliamo perderti”, “Questo è un addio?”, come a voler recuperare una relazione giunta al capolinea.

Intanto i socials continuano a pullulare di tutti i nostri privatissimi affari, e anche se qualche giorno fa abbiamo intravisto un messaggio inerente l’aggiornamento della politica sulla privacy, lo abbiamo per lo più ignorato senza farci troppo caso, e cliccato su “accetto”, fidandoci ciecamente come di un vecchio amico che non potrebbe mai tradirci.

Non credo che a nessuno sia venuta la tentazione di cancellarsi da Facebook o da Instagram, o di pretendere da Google di cancellare e rendere anonimi tutti i suoi dati all’istante.

E questo perché siamo inconsciamente coscienti (scusateci l’ossimoro) delle nostre priorità e dei nostri umani bisogni.

Possiamo vivere senza curiosare almeno un paio di volte al giorno sui socials?

Possiamo vivere senza effettuare ricerche su Google?

Possiamo fare a meno di maps o altri strumenti che ci semplificano la vita?

Eppure siamo costantemente tracciati, profilati, targettizzati e usati come merce di scambio proprio da questi colossi.

Possono cambiare la loro privacy policy come vogliono, noi gli diremo di sì in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà, e mai e poi mai ci verrà in mente di intraprendere le pratiche di divorzio.

Piuttosto saremo propensi a cassare il povero macellaio, che combatte la concorrenza dei centri commerciali, inviandoci una mail ogni tanto in cui ci racconta come la sua carne sia genuina, o la nostra parrucchiera, che ci ricorda che è passato più di un mese da quando abbiamo fatto il colore, e che forse è il caso di riprendere la ricrescita. Insomma gente come noi, professionisti che non fanno altro che fare il loro mestiere, utilizzando il web per fornirci un servizio.

La nuova normativa impone anche a loro di adeguarsi semplicemente perché sul loro sito raccolgono i nostri dati.

Eppure sono gli unici che non li usano a scopi molesti, gli unici che non li commerciano, barattano, scambiano, diffondono. Rimangono lì archiviati sui loro siti web, inermi, qualche volta inutilizzati a fare la muffa, per mancanza di tempo e di risorse per intraprendere strategie di marketing che li farebbero fruttare qualche cliente in più.

Cosa devono fare le piccole imprese per adeguarsi senza soccombere alle normative sulla privacy? Perché qualcuna sicuramente si starà chiedendo se il gioco non vale la candela e se forse non sarebbe meglio staccare la spina prima di dilapidare risorse inutili. C’è chi addirittura avrà pensato di rispolverare il caro vecchio megafono e girare per le strade come faceva l’arrotino.

Ma fare un passo indietro non è possibile, il rischio se non ci si adegua è l’estinzione, perché il progresso non si ferma e soprattuto non ci aspetta.

Il nostro consiglio come professionisti al servizio delle piccole imprese? La normativa è ancora poco chiara e definita e necessita di essere seguita con attenzione da un team di esperti. Bene, allora sfruttiamo l’adeguamento come un’opportunità per rendere il sito web veramente efficiente, impostiamo una strategia di marketing perché diventi un vero strumento di lavoro e utilizziamo davvero i dati che ci vengono affidati dai nostri clienti, perché loro, proprio loro, quelli che si registrano sul nostro sito web, perché sono soddisfatti del nostro servizio, sono il vero punto di forza della nostra azienda, la nostra linfa vitale. Facciamo in modo che il loro consenso non sia solo una spunta su una privacy policy, ma una vera e autentica attestazione di fiducia.

Adeguarsi alla normativa europea non è così complicato: affidati ad un team di esperti

La normativa sulla privacy, in vigore anche in Italia dal 25 maggio 2018 tende a sensibilizzare tutti i proprietari di siti web, blog e chiunque abbia a che fare con il trattamento dei dati personali degli utenti. Per questi motivi e naturalmente il rischio di incorrere in multe salate se non ci adeguiamo, sarà indispensabile che i tuoi sistemi informatici siano a norma europea. Una normativa che coinvolge tutta la gestione del tuo workflow digitale. Ivi compresa la messa in sicurezza di sito e blog. Se hai qualche dubbio in merito non esitare a contattarci.

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