Spot TV: risintionizziamoci

Spot TV: risintionizziamoci
Saranno contenuti e qualità a fare il marchio, non più la pubblicità!
Chi ha studiato un po’ di storia del marketing capirà che torneremo ai vecchi lunghi spot televisivi che siguadagnavano la fiducia del pubblico e non puntavano solo a fargli spalancare gli occhi.
Quindi .. comincia a pensare al valore dei contenuti che ti rappresentano e che vuoi veicolare…il tempo delle truffe pubblicitarie sta finendo.

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Vedo e percepisco molti e grandi cambiamenti, ma penso che il sistema di marketing debba fare un grande passo indietro invece che in avanti. Ovvero, con l’avvento della televisione e gli alti budget per spot televisivi da 30 secondi e immensi pannelli pubblicitari, hanno portato sia le grandi agenzie pubblicitarie che i grandi committenti a perdere il vero sentiero della comunicazione, trasformandola in un mero mercato mercenario di “grandi artisti” un po’ come succede nell’arte contemporanea .. purtroppo mentre l’arte contemporanea rimarrà schiava di un mercato finanziario marcio dove si vende il niente (solo fumo), si può sperare nella salvezza nel mondo della comunicazione. Qui infatti anche la gente comune ha le stesse possibilità di giudizio dei potenti e quindi “il buono e il fatto bene” a 360° verrà premiato.

Provo a spiegarmi meglio con un esempio.
La grande azienda che può investire molti soldi in marketing, si affida (tramite il suo grande ufficio marketing) alla più grande agenzia pubblicitaria in voga al momento, che presenta (a costi da capogiro e contratti vincolanti) la brillante idea esposta su un vassoio d’argento con effetti speciali, al fantomatico costo quasi di una manovra finanziaria italiana (ma si sa, l’economia italiana deve girare anche per le tv e per i giornali). Parte la campagna e il pubblico viene bombardato .. ma attenzione, il pubblico negli ultimi anni è stato sommerso fino all’indigestione di messaggi pubblicitari, e quindi basta poco per fare un flop. Mettiamo che proprio in un momento in cui si richiede più attenzione per la nostra salute, sia il grande ufficio marketing che la grande agenzia, abbiano sottovalutato un possibile effetto boomerang di un messaggio subliminale assai poco salutistico .. le critiche si allargano a macchia d’olio sui socials ed ecco che in un attimo tutti i soldi spesi, non sono serviti a niente, se non a riempire le tasche degli addetti ai lavori.
Qui vi riporto un esempio Enel e i Guerrieri
Al contrario, una piccola azienda che fa il suo prodotto con passione, curando ogni minimo dettaglio e curando anche la rete vendita e post vendita,  si affida ad un’agenzia più piccola incentrata sulla creazione di contenuti, per creare messaggi specifici che rendano nota a tutti la passione che mettono nel loro prodotto e in un attimo la rete socials ne amplifica e ne diffonde i consigli, con commenti vari. La vendita online si impenna .. ed ecco ristabilirsi una democrazia di business!
Sono molto convinto che i piccoli spot “vuoti” non serviranno più a nulla, mentre saranno necessari video ad alto contenuto, che diffondono un buon messaggio in cui riconoscersi.
Basta pensare all’esplosione dei blogger .. che creano contenuti ricchi e mirati ognuno alla propria nicchia di followers
E il commercio del Folletto, un elettrodomestico molto costoso, venduto porta a porta e pubblicizzato dal passa parola, oltre che dalle dimostrazioni e dai consigli dei venditori (umani)
ecco, questo sarà il futuro .. un porta a porta via telematica, un passaparola di commenti che faranno breccia nella fiducia del futuro cliente o fan o follower.

E se ancora non ci credete ecco un estratto da una importante ricerca fatta da Intelligence Unit in collaborazione con Google:

Le agenzie di marketing sono sempre alla ricerca della “Grande Idea”, il singolo concetto creativo, unificato attorno al quale è stato creato il marketing collaterale. L’apogeo del messaggio creativo in termini di grande idee è stato il famoso spot pubblicitario della durata di 30 secondi trasmesso dalle reti televisive nazionali.
Dal momento che il marketing online e la diffusione dei video a banda larga hanno guadagnato importanza, i commentari inevitabili in merito alla “Morte degli spot di 30 secondi” sono apparsi all’improvviso nella stampa generale e in quella di categoria.
La tesi comune è che i mass media stanno scomparendo rispetto ai media mirati per obiettivo e che lo spot televisivo di 30 secondi è anacronistico.
Ad ogni modo non crediamo che sia una domanda pertinente. Il quesito più importante riguarda da dove provengono le grandi idee. Non è più il tempo in cui ti viene un’idea creativa, realizzi lo spot TV, la pubblicità stampa, e del materiale online insieme a un po’ di PR. Il grande cambiamento che stiamo vivendo si basa sul fatto di riconoscere che le grandi idee possono arrivare da ogni dove.
In passato, una grande idea poteva essere il risultato del team creativo responsabile dello spot di 30 secondi. Ora, potrebbe provenire ad esempio dal team per l’integrazione del marchio. La capacità di raccogliere le idee creative da più fonti diventerà più imperativa poiché la natura delle abitudini dei clienti e dei loro media sta cambiando. Non è da  sottovalutare, che l’uso tradizionale dei canali online, specialmente la varietà della banda larga, è ancora al suo esordio. Ma il fatto fondamentale è che la prima generazione online è già arrivata a laurearsi all’università. “Siamo al punto in cui i giovani adulti, dotati di un elevato potere d’acquisto, sono cresciuti con queste tecnologie. Il fatto è che le agenzie non focalizzate su un panorama digitale non hanno le informazioni necessarie per raggiungere quel pubblico”.
Qui potete leggerla tutta: Intelligence Unit

 

 

 
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