Il mezzo è strumento del messaggio

Il mezzo è strumento del messaggio
Elevare il punto di vista è diventata una costante in ogni video che si rispetti. Almeno da quando è scoppiata la dronemania. È una malattia subdola, che sta contagiando fotografi e videomakers, che non possono più fare a meno di questo piccolo ausilio volante, per le loro riprese aeree.
Tutto quello che fino pochi anni fa si poteva fare solo noleggiando un elicottero, adesso è diventato alla portata di un velivolo a controllo remoto, anch’esso dotato di eliche ma molto meno ingombrante.

Ma come capita spesso si rischia che ci si lasci prendere la mano dal “mezzo”, perdendo di vista il “messaggio” che si vuole comunicare.
Vi sarà sicuramente capitato di appisolarvi davanti a 10 minuti di interminabili riprese aeree degli stessi dieci ettari di terreno, come so di sposi che si sono indispettiti a rivedere la loro calvizie sempre in primo piano nel video ufficiale…
Quello che voglio dire è che la ripresa dall’alto deve essere solo uno dei tanti punti di vista, in grado di raccontare qualcosa in più, come nel video che pubblichiamo.
Ebbene sì questa è la nostra prima esperienza di riprese con esacottero. Ci è stato utile per raccontare alcuni dei momenti salienti di una vendemmia nella campagna toscana, dove il punto di vista alto si alterna volutamente a particolari molto ravvicinati. Insomma la tecnologia deve essere sottoposta al contenuto e non viceversa.
Peccato solo per il finale disastroso (che vedrete se avrete la voglia e la pazienza di guardare il video fino alla fine), ma questi sono i rischi che si corrono quando i voli non sono solo pindarici…
 
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