L’ultimo spot di Zalando, quello con Vanessa Incontrada, realizzata esclusivamente per il mercato italiano dall’agenzia Jung von Matt/Elbe, mi suscita un’antipatia istintiva, quella che solitamente si prova davanti alla maleducazione altrui.

Concorderete con me che una signora che si aggira in una boutique con tazza di caffè e pianelle grattandosi le mele al vento, per di più sbriciolando in giro un avanzo di cornetto, non è esattamente un esempio di educazione, anche se si chiama Vanessa Incontrada. Il povero commesso, la osserva preoccupato, indeciso se sbatterla fuori o se sopportare in nome del motto “il cliente ha sempre ragione”. Ma l’apoteosi della maleducazione si raggiunge quando la signora raggiunge la cassa carica di vestiti e invece di tirare fuori la carta di credito, sfodera la più autentica delle facce da schiaffi e minaccia di restituire tutto il malloppo tra 100 giorni.

Ora, vabbè che sei carina, vabbè che sei famosa, ma nella vita reale, dopo un’uscita del genere, gli abiti sarebbero tornati sugli scaffali e la signora sarebbe già oggetto di un bel TSO (trattamento sanitario obbligatorio).

Il messaggio vorrebbe essere provocatorio: perché dovrei sbattermi ad andare in un negozio a provarmi dei vestiti, se su Zalando posso acquistare quello che voglio tranquillamente spiaggiata sul divano di casa mia e restituire tutto senza conseguenze dopo 100 giorni?

Cari signori dell’agenzia Jung von Matt/Elbe, vi siete bevuti il cervello? Secondo voi c’è bisogno di insegnare a noi italiani come si fa a comportarsi in modo arrogante e maleducato in un negozio? Sull’argomento abbiamo già le qualifiche per tenere dei corsi universitari…

Ma la cosa che dà più fastidio è veder proporre l’acquisto on line non come un’opportunità in più per fare shopping, ma come l’alternativa intelligente al tradizionale acquisto in negozio, è questa componente a rendere questa pubblicità antipatica, soprattutto nella congiuntura economica attuale.

Cosa dovrebbero fare i negozi? Chiudere tutti perché ormai si compra tutto on line? Ve la immaginate una città senza negozi? Per me è una visione apocalittica, stile “the day after”. Voi cosa ne pensate?

[video_embed maxwidth=”900″][/video_embed]