Loghi: significati nascosti

Loghi: significati nascosti

La creazione del logo, è un procedimento tutt’altro che banale, visto che sarà il primo e principale punto di riferimento dell’azienda verso i suoi clienti.

È a tutti gli effetti una realizzazione creativa, che ha bisogno di tempistiche difficilmente calcolabili e non può essere giudicata solo a colpo d’occhio e con l’emozione, ma dopo un’attenta analisi ed una serie di valutazioni tecniche in merito a riproducibilità, leggibilità e mantenimento armonico in ogni sua riproduzione.

Non solo, bisogna valutare anche la sua unicità e il suo significato, fondamentali sia per il richiamo visivo dell’utente, sia per il suo coinvolgimento emotivo.

Qualche esempio? Andiamo a scoprire il significato nascosto di alcuni loghi famosi.

 


Molti credono che il logo Hyundai sia semplicemente una stilizzazione della sua iniziale H, in realtà questa H rappresenta due persone (nello specifico un cliente ed un venditore dell’azienda) che si danno la mano.


Il logo di Toyota richiama l’immagine stereotipata di un cowboy che indossa un cappello, ma in realtà rappresenta una immagine stilizzata della cruna di un ago con un filo che le passa attraverso. Si tratta di un omaggio al passato della società, che produceva macchine da cucire.


C’è chi crede che la parte centrale del logo BMW simboleggi le lame rotanti di un aereo in linea con storia iniziale della società legata alla tecnologia aeronautica, invece è semplicemente una parte della bandiera bavarese, in omaggio alla Baviera in cui l’azienda ha avuto origine.


Il nome Adidas deriva da quello del suo fondatore, Adolf Dassler. Nel corso degli anni il logo è cambiato leggermente senza mai perdere le tre strisce che insieme formano un triangolo. Questo rappresenta una montagna, ovvero la metafora della sfida che tutti gli sportivi si impongono di superare.


 

Cosa c’entra un elefante con un’applicazione come Evernote creata per gestire archivi di appunti? Perché si dice avere una memoria da elefanti? Ebbene sì gli elefanti sono noti per avere un’ottima memoria…Che dire poi dell’orecchio ripiegato allo stesso modo in cui si piega l’angolo di una pagina in un libro come segnalibro?


Il logo di Pinterest, il social in cui si “attaccano” le immagini preferite in bacheca proprio come si farebbe su un cartoncino bianco…racchiude nella P l’immagine di una puntina da disegno.


Racconta Rob Yanov, il designer che ha creato il logo di Apple, che comprò un intero sacchetto di mele, le mise in una ciotola, e si mise a disegnarle cercando di sintetizzarne al massimo le linee, finché un giorno, dando un morso si accorse che il rumore del morso, suonava esattamente come la parola ‘byte’.


Le prime due lettere del logo di Sony Vaio compongono un’onda ovvero il simbolo di un segnale analogico, mentre gli ultimi due sono simili ai numeri 1 e 0, ovvero i simboli di un segnale digitale.


A prima vista, il logo di Amazon sembra piuttosto banale. In realtà è stato progettato per esprimere la filosofia stessa della società. La freccia arancione, non solo ricorda un sorriso, ovvero l’espressione di clienti soddisfatti, ma il fatto che colleghi le lettere ‘A’ e ‘Z’, esprime il potenziale dell’azienda che è in grado di  vendere ogni prodotto immaginabile (‘dalla A alla Z’).


Nel logo della Coca-Cola c’è chi ha individuato la bandiera danese nello spazio tra le lettere “O ‘e’ L ‘. Nessun significato nascosto in questo caso, si tratta di una mera coincidenza, ma l’azienda ha usato questa “casualità” per le campagne marketing dedicate alla Danimarca.

 

 

 
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