La rivoluzione 4.0 porta le aziende a cambiamenti di rotta repentini, quanto impensati. Non sono solo i piccoli a studiare il modo per aprire nuove aree di business…anche ai giganti trema il pavimento sotto i piedi, e più grossi sono più il terremoto rischia di avere effetti devastanti…insomma tutti quanti ci troviamo nella situazione di dover “cambiare pelle”.

Anche il mondo dorato delle riviste patinate ha perso molti brillantini sulla strada del progresso, ormai tra blog, webmagazine e socials, la carta stampata non è più l’unico modo per far sognare le fashioniste…  Conseguenza di questi cambiamenti di rotta un preoccupante calo delle copie vendute con conseguente caduta dei profitti della vendita di spazi pubblicitari.

In questo contesto fa riflettere la decisione della Condé Nast, editore di Vogue, di monetizzare uno dei suoi patrimoni più importanti. Otto milioni di fotografie e immagini che hanno scritto la storia della moda, che giacciono al momento inutilizzate al quindicesimo piano di un edificio non molto lontano dal quartiere generale a Manhattan. Un patrimonio inerte, finché l’attuale direttore dell’archivio fotografico Ivan Shaw si è reso conto che avere tra le mani la storia della moda poteva diventare un affare molto redditizio.  La prima copertina uscita il 17 dicembre del 1892, le immagini iconiche che sono diventati veri e propri simboli della nostra cultura, saranno quadri da esporre in salotto, ma anche (perché no), magliette, poster, tazze, borse, cuscini…in parole povere visual merchandising.

Insomma monetizzare un archivio storico è sembrata un’idea vincente che attende comunque la verifica del consenso del pubblico. Perché ormai attraverso i socials si ha la possibilità di testare in tempo reale l’indice di gradimento anche di un’operazione economica di ampia portata come questa. La Condé Nast inviterà degli influencers selezionati ad esplorare gli archivi per scegliere alcune immagini e testarne l’interesse sui loro followers.

Il passo successivo? Quando il mercato sarà pronto e non bramerà altro che riuscire a comprare le immagini di Vogue, Ivan Shaw non si farà trovare impreparato. L’allestimento della Condé Nast Editions, un mega on-line store di immagini, è già in atto…

L’esempio della Condé Nast è emblematico per dimostrare che l’unica industria che supererà la darwiniana selezione naturale sarà quella digitalizzata…e voi siete pronti a tuffarvi nella rivoluzione in atto?