Tutto si muove in nome dei brand, il motivo è semplice: in un modo o nell’altro sono sempre una fabbrica di soldi. Un brand potente è come re Mida, fa diventare oro tutto quello che tocca. È grazie alla bacchetta magica della Monster con il suo Valentino Rossi, che una kermesse come il Monza Rally fa il sold out

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Il Monza Rally si è appena concluso con l’ennesima vittoria di Valentino Rossi, che da qualche anno a questa parte ha letteralmente “rianimato” una manifestazione nata nel lontano 1978, dove si sfidano specialisti di rally e di corse in pista, oltre a protagonisti del mondo dello spettacolo e di altre discipline sportive.
Ma chi c’è dietro? Basta salire in tribuna e guardare verso i paddock: lo stand della Monster e il trailer nero di Valentino fanno la parte del gigante…poco lontano il pallone di VR46 il brand nato in nome del Dottore, letteralmente preso d’assalto.
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Inutile dire che senza la Monster con Valentino, il Rally di Monza non se lo filerebbe nessuno, o almeno solo il ristretto pubblico degli appassionati di rally, così invece si riempiono gli spalti con biglietti da 30 € a persona, per non parlare della pubblicità e della vendita del merchandising, che registra numeri da capogiro.
Ma è il brand che rivitalizza la kermesse o viceversa? La domanda è retorica, è un po’ come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina…diciamo che il beneficio è sicuramente reciproco, e che sicuramente l’unione fa la forza, quando si vogliono incrementare i numeri, il matrimonio combinato è sempre la migliore soluzione. Tutto si raddoppia: la pubblicità, la promozione e di conseguenza la notorietà di entrambi.
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Il brand tiene le redini del personaggio famoso, che è anche brand di se stesso, utilizza la sua notorietà e promuove gli eventi in cui può sfruttare la sua visibilità per vendere i suoi prodotti.
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E poi c’è la sfida, la gara tra personaggi famosi che fa audience: da quattro anni Vale la spunta su Cairoli, moto gp contro motocross, una sfida impari, non tanto per la bravura dei campioni in causa, quanto per la rilevanza dei brand che li sponsorizzano.
È una differenza di genere basata sui soldi che girano intorno ai rispettivi mondi…basta il trailer di Rossi e quello di Cairoli parcheggiati uno accanto all’altro.
Ieri in semifinale, Rossi ha battuto Cairoli, e in finale ha battuto il campione di rally Daniel Sordo, che si è ritirato sul più bello, causa guasto al motore…semplice sfortuna o strapotere del brand?
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